Riconoscere la violenza

segnali e diverse forme di abuso

La violenza contro le donne non si manifesta soltanto attraverso aggressioni fisiche. Può assumere forme differenti, alcune più visibili e altre più difficili da riconoscere, soprattutto quando si sviluppano gradualmente all’interno di una relazione affettiva, familiare, sociale o lavorativa.
Controllare, umiliare, minacciare, isolare o limitare la libertà di una donna sono comportamenti violenti, anche quando non lasciano segni sul corpo.
Conoscere le diverse forme di violenza è importante per comprendere ciò che si sta vivendo, riconoscere eventuali situazioni di pericolo e chiedere il sostegno necessario.

Violenza fisica

La violenza fisica comprende qualsiasi comportamento diretto a provocare dolore, paura o danni al corpo di una donna.

Può manifestarsi attraverso spinte, schiaffi, pugni, calci, strattonamenti, immobilizzazioni, ustioni, ferite o altri tipi di aggressione. Rientrano in questa forma di violenza anche la distruzione di oggetti personali, documenti, medicinali o beni importanti per la vita e l’autonomia della donna.

Non è necessario che le aggressioni siano frequenti o che provochino lesioni evidenti perché si possa parlare di violenza.


Violenza psicologica

La violenza psicologica comprende parole, atteggiamenti e comportamenti che colpiscono la dignità, l’autostima e la libertà della persona.

Può esprimersi attraverso insulti, critiche continue, umiliazioni, svalutazioni, minacce, ricatti, intimidazioni o tentativi di isolare la donna dalla famiglia, dagli amici e dalle persone di riferimento.

Anche il controllo costante degli spostamenti, del telefono, dei social network, dell’abbigliamento o delle frequentazioni rappresenta una forma di violenza.

In alcuni casi viene utilizzata la manipolazione psicologica per indurre la donna a dubitare dei propri ricordi, delle proprie percezioni e della propria capacità di comprendere ciò che sta accadendo.


Violenza economica

La violenza economica si verifica quando una persona limita o controlla l’autonomia finanziaria della donna, rendendola dipendente e ostacolando la possibilità di compiere scelte libere.

Può consistere nel vietarle di lavorare, impedirle di cercare un’occupazione, controllare ogni spesa, nascondere le entrate familiari, sottrarle denaro oppure negarle l’accesso ai conti correnti.

Rientrano nella violenza economica anche l’imposizione di firme su documenti, prestiti o contratti, l’appropriazione dello stipendio e il mancato rispetto degli obblighi economici nei confronti della donna o dei figli.


Violenza sessuale

La violenza sessuale comprende qualsiasi atto, contatto o comportamento di natura sessuale compiuto senza il consenso libero della persona.

Può avvenire anche all’interno di una relazione di coppia o di un matrimonio. Essere partner, coniugi o conviventi non significa avere automaticamente il consenso dell’altra persona.

Costringere una donna a rapporti o pratiche sessuali non desiderate, imporle la visione o la realizzazione di materiale sessuale oppure coinvolgerla in attività alle quali non vuole partecipare costituisce violenza.

Il consenso deve essere sempre libero, consapevole e revocabile in qualsiasi momento.


Stalking e comportamenti persecutori

Lo stalking è caratterizzato da comportamenti ripetuti e insistenti che provocano paura, ansia o un cambiamento delle abitudini di vita della persona che li subisce.

Può manifestarsi attraverso telefonate continue, messaggi, e-mail, pedinamenti, appostamenti, controllo degli spostamenti, visite indesiderate, minacce o contatti ripetuti sui social network.

Anche gesti apparentemente gentili, come l’invio continuo di regali o fiori, possono diventare persecutori quando sono indesiderati e utilizzati per esercitare pressione, controllo o intimidazione.


Violenza assistita

Si parla di violenza assistita quando una bambina o un bambino vede, ascolta o percepisce episodi di violenza commessi nei confronti della madre o di un’altra persona della famiglia.

I minori possono essere coinvolti anche indirettamente, osservando le conseguenze delle aggressioni, vivendo in un ambiente caratterizzato dalla paura oppure venendo costretti a mantenere il segreto su ciò che accade in casa.

Assistere alla violenza può avere conseguenze profonde sul benessere emotivo, psicologico e relazionale dei più piccoli.


Violenza sul lavoro

La violenza può verificarsi anche all’interno dell’ambiente lavorativo.

Ne sono esempi le molestie, i ricatti sessuali, le pressioni legate all’assunzione o all’avanzamento professionale, le discriminazioni connesse alla gravidanza, le umiliazioni sistematiche e i comportamenti persecutori.

Queste situazioni possono compromettere la salute, la sicurezza, la dignità e la libertà professionale della donna.


Violenza culturale e pratiche lesive della libertà

Alcune forme di violenza vengono giustificate o considerate normali all’interno di determinati contesti familiari, sociali o culturali.

Matrimoni forzati, mutilazioni genitali femminili, segregazione, tratta, sfruttamento e limitazioni imposte in nome dell’onore o della tradizione costituiscono gravi violazioni dei diritti e della libertà della persona.

Nessuna cultura, consuetudine o tradizione può giustificare la violenza.


Le diverse forme di violenza possono coesistere

Le forme di violenza non si presentano sempre separatamente. La violenza fisica può essere accompagnata da minacce, isolamento, controllo economico, ricatti e abusi sessuali.

Spesso i comportamenti iniziano in modo graduale e diventano progressivamente più frequenti e intensi. Per questo può essere difficile riconoscerli immediatamente o trovare la forza di parlarne.

La responsabilità della violenza appartiene sempre a chi la esercita. Non dipende dal comportamento, dalle decisioni o dalle parole della donna che la subisce.


Non sei sola

Riconoscere una situazione di violenza può essere difficile, soprattutto quando coinvolge una persona conosciuta, amata o appartenente alla propria famiglia.

Parlarne con professioniste preparate può aiutarti a comprendere ciò che stai vivendo e a valutare, nel rispetto dei tuoi tempi e delle tue decisioni, il percorso più adatto per proteggere te stessa e i tuoi figli.

Il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere offre ascolto, accoglienza e supporto nel pieno rispetto della riservatezza della donna.
Chiama gratuitamente il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere al numero 800.76.80.74.
In caso di pericolo immediato, contatta il 112. Puoi inoltre rivolgerti al numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo tutti i giorni, 24 ore su 24.