Reati procedibili d’ufficio
e a querela
cosa cambia
Quando si subisce una violenza, può essere difficile comprendere se sia necessario presentare una querela oppure se le autorità debbano intervenire indipendentemente dalla volontà della persona offesa.
La distinzione dipende dal tipo di reato, dalle circostanze in cui è stato commesso e dall’eventuale presenza di aggravanti.
Cosa significa procedibilità d’ufficio
Un reato è procedibile d’ufficio quando l’Autorità giudiziaria deve avviare il procedimento dopo aver ricevuto la notizia del fatto.
Non è quindi necessaria una querela della persona offesa.
Una volta informate, le autorità devono procedere anche quando la segnalazione proviene da un’altra persona o quando la vittima non desidera presentare un atto formale.
Tra i reati frequentemente procedibili d’ufficio possono rientrare, secondo le circostanze:
- maltrattamenti contro familiari o conviventi;
- violenza privata;
- estorsione;
- mutilazioni genitali femminili;
- lesioni commesse in presenza di determinate aggravanti;
- alcune forme aggravate di violenza sessuale;
- atti persecutori in specifici casi previsti dalla legge.
La procedibilità deve sempre essere
verificata considerando il
singolo episodio e il contesto complessivo.
Cosa significa procedibilità a querela
Un reato è procedibile a querela quando la persona offesa deve dichiarare espressamente di volere che l’autore venga perseguito.
La querela contiene il racconto dei fatti e la richiesta di procedere penalmente.
Può riguardare, a seconda delle circostanze:
- percosse;
- minacce;
- lesioni personali;
- atti persecutori;
- violenza sessuale;
- altre condotte previste dalla legge.
Gli stessi comportamenti possono diventare
procedibili d’ufficio
quando ricorrono particolari condizioni, come la minore età della persona offesa, la presenza di una disabilità, l’uso di armi, determinate aggravanti o il collegamento con altri reati.
Entro quanto tempo deve essere presentata la querela
La querela deve essere presentata entro un termine stabilito dalla legge, che varia in base al reato.
Il termine ordinario è generalmente di tre mesi dal momento in cui la persona offesa ha avuto conoscenza del fatto.
Per alcuni reati sono previsti termini più lunghi. Per gli atti persecutori, ad esempio, il termine è di sei mesi.
È importante rivolgersi tempestivamente a un Centro Antiviolenza, alle Forze dell’Ordine o a una professionista legale, senza attendere la scadenza.
La querela può essere ritirata?
In alcuni casi la querela può essere rimessa, cioè ritirata, secondo le modalità previste dalla legge.
Per altri reati è irrevocabile oppure può essere ritirata soltanto attraverso una procedura specifica davanti all’autorità giudiziaria.
La possibilità di remissione dipende dal reato, dalle modalità con cui è stato commesso e dalle eventuali aggravanti.
Non è quindi opportuno considerare il ritiro della querela come sempre possibile.
Più reati possono essere presenti nello stesso episodio
Una situazione di violenza può comprendere più condotte penalmente rilevanti.
Per esempio, insieme ai maltrattamenti possono verificarsi minacce, lesioni, violenza sessuale, controllo economico o atti persecutori.
La presenza di più comportamenti può incidere sulla procedibilità e sulle conseguenze penali. Per questo è importante descrivere tutti gli episodi, anche quelli che sembrano meno gravi o lontani nel tempo.
Sarà l’autorità competente a individuare i possibili reati e a stabilire come procedere.
Cosa accade quando si raccontano i fatti alle autorità
Quando una donna si rivolge alla Polizia, ai Carabinieri o a un’altra autorità, il racconto può far emergere fatti procedibili d’ufficio.
In questo caso le autorità hanno l’obbligo di intervenire anche se la donna non intende presentare querela.
Prima di compiere una scelta, può essere utile confrontarsi con le professioniste di un Centro Antiviolenza, soprattutto quando si teme una reazione della persona violenta o sono coinvolti dei figli.
Non affrontare questo percorso da sola
IComprendere se un fatto sia procedibile d’ufficio o a querela può essere complesso.
La qualificazione giuridica non dipende soltanto dal nome attribuito al comportamento, ma anche dalle modalità, dalla relazione tra le persone coinvolte e dalle circostanze concrete.
Il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere può aiutarti a ricostruire gli episodi, conoscere gli strumenti disponibili e valutare il percorso più adeguato insieme alle professioniste legali.
Ogni scelta viene affrontata nel rispetto della riservatezza, delle decisioni e dei tempi della donna.
Chiama gratuitamente il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere al numero 800.76.80.74.
In caso di pericolo immediato, chiama il 112.
Puoi inoltre contattare il numero nazionale antiviolenza e stalking
1522, gratuito e attivo 24 ore su 24.

