Allontanamento dalla casa familiare

come funziona la misura di protezione

Quando una donna subisce violenze o comportamenti che mettono in pericolo la sua sicurezza, può essere disposto l’allontanamento della persona violenta dall’abitazione familiare.


Questa misura serve a proteggere la donna e gli eventuali figli, evitando che siano loro a dover lasciare la propria casa.


Che cos’è l’allontanamento dalla casa familiare

L’allontanamento dalla casa familiare è un provvedimento che impone alla persona responsabile delle condotte violente di:

  • lasciare immediatamente l’abitazione;
  • non rientrarvi senza l’autorizzazione del giudice;
  • non avvicinarsi, quando previsto, alla donna e ai luoghi da lei frequentati.

Il provvedimento può comprendere anche il divieto di avvicinarsi al luogo di lavoro, alla casa dei familiari, alla scuola dei figli o ad altri luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

In determinate situazioni può essere disposto anche il divieto di comunicare con la donna attraverso telefonate, messaggi, social network o altre modalità.


Quando può essere disposto

La misura può essere applicata quando esistono concrete esigenze di protezione e sono presenti comportamenti violenti, minacciosi o gravemente pregiudizievoli.

Può riguardare, secondo le circostanze:

  • maltrattamenti in famiglia;
  • violenza fisica, sessuale o psicologica;
  • minacce;
  • atti persecutori;
  • comportamenti che mettono in pericolo la donna o i figli.

La decisione viene adottata dall’autorità competente dopo aver valutato i fatti, la gravità della situazione e il rischio che le condotte possano ripetersi.


Allontanamento e divieto di avvicinamento

L’allontanamento dall’abitazione e il divieto di avvicinamento sono misure collegate, ma non coincidenti.

Con l’allontanamento, la persona deve lasciare la casa familiare e non può rientrarvi senza autorizzazione.

Con il divieto di avvicinamento, non può raggiungere la donna o determinati luoghi da lei frequentati, mantenendo la distanza stabilita dal giudice.

In alcuni casi possono essere imposti entrambi i provvedimenti e può essere previsto l’utilizzo del braccialetto elettronico per controllarne il rispetto.


Gli ordini di protezione in ambito civile

Quando la condotta di un coniuge o convivente provoca un grave pregiudizio alla salute, alla libertà o alla dignità dell’altra persona, è possibile rivolgersi anche al giudice civile per chiedere un ordine di protezione.

Il giudice può ordinare:

  • la cessazione dei comportamenti violenti;
  • l’allontanamento dalla casa familiare;
  • il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna;
  • l’intervento dei servizi sociali o di strutture specializzate;
  • il pagamento di un assegno periodico, quando necessario.

La durata e le modalità della misura vengono stabilite dal giudice in base alla situazione concreta.


L’allontanamento urgente

In presenza di una situazione di particolare gravità e di un pericolo attuale per la vita o l’integrità della donna, la legge prevede anche la possibilità di un allontanamento urgente dalla casa familiare.

Si tratta di un intervento adottato nei casi e con le modalità stabilite dalla legge, con il successivo controllo dell’autorità giudiziaria.

In caso di pericolo immediato non è necessario comprendere autonomamente quale provvedimento richiedere: la priorità è contattare il 112 e descrivere chiaramente ciò che sta accadendo.


Cosa accade se la misura non viene rispettata

La persona sottoposta all’allontanamento o al divieto di avvicinamento deve rispettare tutte le prescrizioni stabilite dall’autorità.

Eventuali violazioni, come il ritorno nell’abitazione, l’avvicinamento alla donna o nuovi tentativi di contatto, devono essere segnalate immediatamente alle Forze dell’Ordine.

È importante conservare messaggi, telefonate, immagini o altri elementi che possano documentare la violazione, purché sia possibile farlo senza esporsi a ulteriori pericoli.


Chiedere una valutazione professionale

L’allontanamento dalla casa familiare non viene disposto automaticamente e non può essere richiesto attraverso un semplice modulo.

È necessario raccontare i fatti alle autorità e ricevere una valutazione legale sulla misura più adatta alla situazione.

Il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere può aiutarti a:

  • ricostruire gli episodi di violenza;
  • valutare il livello di rischio;
  • comprendere le misure di protezione disponibili;
  • raccogliere la documentazione utile;
  • entrare in contatto con professioniste legali e Forze dell’Ordine.

Ogni scelta viene affrontata nel rispetto della riservatezza, delle decisioni e dei tempi della donna.

Chiama gratuitamente il Centro Antiviolenza Fammi Rinascere al numero 800.76.80.74.

In caso di pericolo immediato, chiama il 112.

Puoi inoltre contattare il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24.